INSIDE OUT – Pete Docter – USA, 2015.

INS OUT 3Questo film rappresenta tutto quello in cui credo più profondamente, quello che sono, quello che porto avanti ogni giorno, la ragione per cui ho scelto di fare quello che faccio nella vita.
E lo fa in maniera chiara, limpida, leggera e accessibile, soprattutto accessibile.
Riuscire a esprimere dei valori così profondi e complessi, fondamentali, traducendoli in colori, in libertà, trasformare l’essenza vera e propria, quella di cui tutti siamo fatti, quella che ci fa stare in piedi, che ci fa muovere nel mondo, ci fa relazionare agli altri, trasformarla in un linguaggio diretto e potentissimo, che non può non far vibrare le corde di chiunque abbia un’anima,commuovendo, eccitando, stupendo, dando respiro a ciò che dovrebbe essere naturale ma viene in un modo o nell’altro sempre represso o distorto, ricacciato indietro, mortificato o sminuito, subordinato a difese e strutture di ogni tipo, mascherato e controllato, rispondendo così a un bisogno che è di chiunque, nessuno escluso, è un’impresa di valore inestimabile.

INSIDE OUT 3
Inside out prende gli elementi più preziosi che ci costituiscono, che fanno di ognuno di noi ciò che siamo, e dà loro un corpo, una personalità, un colore, uno spazio e una voce, dà loro consistenza, li rende liberi, gli riconosce il valore imprescindibile che hanno e in questo modo fa risuonare l’esigenza primaria di ogni essere umano di vivere di sé stesso e di ascoltarsi, di agire in base a quello che sente, perché quello che sente è quello che è.
La leggerezza più assoluta, la dolcezza, l’ilarità, per esprimere l’imprescindibilità dei ogni vissuto emotivo, l’impossibilità di reprimerlo, di negarselo, di eliminarlo.
“ Le emozioni non possono andarsene, genio!”

INSIDE OUT
Il ritratto più sincero, essenziale e commovente di quanto sia vitale che i vissuti negativi vengano accolti e non ci si neghi di viverli, di come possano e debbano convivere con gli altri e che sia proprio questo a conferire forza d’animo a chi li prova; di come un’emozione non sia mai debolezza, anche quando è negativa, anche quando è tristezza, disperazione, è sempre e comunque vita, e come tale, forza.

E allora è magnifico come l’atteggiamento di Gioia rappresenti la parte di noi che ha il terrore di soffrire, che tende a scacciare il dolore senza rendersi conto che è necessario quanto tutto il resto, che è parte di noi come qualsiasi esperienza vissuta e che nel momento in cui è lì, non si può prescinderne, perché è come uccidere parte di sé, come togliersi l’aria, come tagliarsi un braccio, e non si può sorridere per forza quando non lo si sente, è pericoloso, non lo puoi fare nemmeno per papà e mamma che te lo chiedono, per quanto bene possa volere loro, perché la tristezza non può essere confinata dentro un cerchio quando è un fiume che ti riempie dentro, e anche se colora di blu quei ricordi non li rende brutti, li rende soltanto veri e liberi di fare da mattoncini a un sé fatto di tante sfumature, di tante esperienze, tutte altrettanto importanti da conservare se sono state vissute.

E quel blu per quanto mi riguarda è il colore più bello che sia mai esistito.

Inside-Out-5Core-Memories-Sadness
Quindi, quando si prende in mano ciò che è triste, che ci fa star male, quando ci si sta dentro, e soprattutto quando si riesce a condividerlo, “non si peggiorano le cose” non si amplifica nulla, non c’è il pericolo di far dilagare qualcosa che non si vuol sentire, che ci travolga, ma lo si fa fluire, e solo così lo si interiorizza e lo si supera.
Ci sono in quest’opera delle metafore geniali, rappresentate in modo così chiaro, che parlandone per ore, scrivendone, spiegando, non si raggiungerebbe mai la stessa efficacia e la stessa meraviglia.
Il prendere la “scorciatoia” dei pensieri astratti, perché “Riley “DEVE essere felice”, rinchiudendo le emozioni primarie così che pian piano si frammentino, si decostruiscano, perdano forma e colore, man mano che ce ne si allontana, fino a rischiare di perdersi del tutto, è la rappresentazione di sintomo più bella che abbia mai visto.
E di come anche da quel luogo chiuso, intangibile, indefinito, l’emotività riesca a trovare la forza di emergere, di uscire dalla reclusione, da un buco, cambiando forma, dimensioni, in qualsiasi modo, portata avanti dalla propria forza propulsiva, dalla propria determinazione, purchè si dia valore, in quanto istanza necessaria.

INSIDE OUT 2
Che anche se represse e allontanate, le emozioni trovino il modo di venir fuori nei sogni, dove non c’è il controllo, dove non c’è volontà, dove tutto è libero e non ci sono difese.
E il baratro.
Quella voragine in cui ci si perde se si rinuncia a qualsiasi parte di sé.
Quel pozzo così profondo che è più disperante di qualsiasi dolore.
Perché è buio, privo di vita.
La difficoltà ad uscirne nonostante gli sforzi, il ricadere indietro a ogni tentativo, sempre più in basso.
E il non desistere.
Perché finchè c’è luce, anche solo un barlume, anche da lì si può uscire, sempre.
Facendo appello a qualsiasi risorsa, fosse anche l’ultima canzoncina più recondita che evoca qualcosa di bello, per restare presenti a se stessi, le risorse ce le abbiamo, tutti quanti.
Anche se per farcela si paga il prezzo di perdere qualche pezzo, fa parte della crescita.
Man mano che si prende consapevolezza e si cresce si perde pian piano la capacità di trovare dentro se stessi angolini sicuri in cui non si è soli, stando a contatto con la realtà, è inevitabile prima o poi dire addio a creature meravigliose fatte di zucchero filato che piangono caramelle, che ci fanno compagnia e ci proteggono dalla solitudine, si perde quella parte di noi che ci vuole bene sempre e comunque e si riserva solo cose belle come rincorrersi, suonare insieme con la proboscide, alimentare un missile con una canzone o programmare un viaggio sulla luna.

inside-out
Il momento in cui Bing Bong vede cadere il suo razzo nel baratro e avvilito, crede di essere stato dimenticato, la sua espressione, e poi quello in cui si volatilizza, non prima di aver esultato per il successo di Gioia, mi hanno stritolato il cuore, credo di essermi sciolta.
Vedere Gioia, che in mezzo a quel buio finalmente si concede di piangere, e mentre si dispera non si spegne, anzi, continua a fare luce, a illuminare il buio di quel pianto, vederla realizzare che solo insieme a Tristezza, dandole ascolto, avrebbe raggiunto qualsiasi obiettivo, vederla rincuorare quell’esserino avvilito e solo, incoraggiarla, aiutarla a capire che non è inutile, che è fondamentale, che senza di lei Riley non potrà mai essere felice, sostenerne lo slancio e il valore, spingerla a venire fuori e vivere, è quanto di più commovente possa percepirsi in pochi secondi di colori.
Questi concetti, che vengono inevitabilmente sviliti dalle mie parole, privati della poesia che li avvolge in ogni istante del film, ci vengono regalati in modo così intenso e dirompente, che mentre lo guardi, ti ecciti come un bambino, è come se toccasse continuamente, un tasto dietro l’altro del TUO quartier generale, della TUA consolle e risvegliasse un sacco di creaturine, le tue, che avrebbero voglia di festeggiare, di ridere, piangere, di urlare, per essere state viste, riconosciute, trasmesse e condivise.
Anche ora, mentre scrivo, più volte devo interrompermi e poi riprendere, è un paio di giorni che ci provo, perché ogni volta monta sù un sacco di roba che si ammucchia tutta insieme, confonde tutto e intasa il canale di uscita, come quando un bimbo vuole raccontarti una cosa bella che lo entusiasma e non ci riesce perché è troppo eccitato. Così mi sento.
E così mi sono sentita mentre guardavo il film, con le lacrime agli occhi ogni cinque minuti.

INSIDE OUT


E beh, per quanto mi riguarda, un film che è capace di provocare qualcosa del genere, non ha uguali, sta sull’olimpo di qualsiasi scala o mondo creativo.
Credo che parte delle ragioni per cui sento così fortemente quest’opera, sia data dal fatto che in un modo così chiaro ed efficace, riesca ad esprimere ciò per cui lotto ogni giorno, in cui metto la maggior parte delle mie energie e del mio impegno, perché possa avvenire che il numero maggiore possibile di persone arrivino a poter vivere in sintonia con le loro emozioni, che riescano a convivere con tutti quanti i loro omini, dando a ognuno il loro spazio, senza rinunciare a nessuno di essi.
Perché la rinuncia a una qualsiasi di quelle creaturine, è la base di qualsiasi malessere, di qualsiasi disturbo, di qualsiasi malattia.
E nel momento in cui le persone riuscissero ad aderire ai propri stati d’animo, a vivere, agire e relazionarsi in base a questi, sarebbero enormemente più forti, e io sarei la donna più felicemente disoccupata di questa terra.
Tristezza sei tu.
Sei quello che crede che gli altri stiano meglio senza di te.
Che pensi che quella parte di te peggiori le cose, che vada eliminata.
Che ha bisogno di esistere e se non trova spazio si ammala o si mette a bere pur di concedersi uno spiraglio di vita, un angolo in cui non è contenuto, in cui ha meno paura di lasciarsi vivere, di interagire.
Quello che rompe le cose che ti collegano con il mondo, che ti permettono di esprimerti, di comunicare, che ti permettono di esistere per quello che sei, tutto quello che sei.
Che prova rabbia e disprezzo per chiunque provi a volerti bene, perché te ne senti indegno.
Che fa di tutto per boicottarsi, per allontanare chi ti ama, pur di confermarti che per te non ce n’è, che sei senza speranza.
Che ha bisogno di essere ascoltato per illuminarsi. Da te prima che da chiunque altro. E che fa luce più di qualsiasi altra emozione se lo fai respirare, e se viene accolto e condiviso.
E ti prego non farlo, chiunque tu sia, ovunque tu sia non rinunciarci, non spegnerti, non darla vinta all’oblìo, lasciati spazio, lascia a questi meravigliosi esserini tutta la libertà di vivere in te e agli altri il privilegio di amarli, tutti quanti.
Perché nel momento in cui si vede quella luce, è impossibile non amarla

INS OUT TR.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...